
Sorridi in quella notte profonda
e le tue labbra mi sfiorano la pelle,
mentre affondi il volto nel mio petto
e il tuo respiro mi scalda il cuore.
Geloso di quel sogno che t’avvolge
in cui temo d’esser altrove
con un impercettibile carezza
cerco di svegliarti.
Ma ecco che…..
i tuoi occhi si spalancano sui miei
le tue labbra si schiudono dolcemente
sussurrando ..“ ho sonno amore..”
Chissà perché in quel preciso istante
una canzone mi tiene compagnia
di ogni parola confeziono un bacio
di ogni nota un fiocco da slacciare
e della melodia l’attesa del risveglio
“A te”, amore mio….
“A te”, dolcissima compagna..
(Alla mia dolce mogliettina .....addormentata)
stazionetermini alle ore
10:37 | |
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“…guardava le foto sul cellulare sorridendo ad ognuna in un modo davvero speciale "
Credeva che quell’alba fosse spuntata solo per lei!! Quel sole timido che quasi chiedeva scusa allungandosi con i suoi raggi tra le persiane leggermente aperte disegnando improbabili figure sul soffitto bianco. Una di queste sembrava tanto il musetto adorabile della sua….!! “Trilly!!”, urlò voltandosi verso la sveglia con il display desolatamente spento!! Scese dal letto e aprì lentamente le persiane e la raccolse stringendola sul seno nudo e caldo della notte e s’infilarono entrambe sotto le coperte. Luca si voltò cercandola con una carezza ardita, la mano sfiorò il seno scendendo poi tra le cosce bollenti. Lisa fece appena in tempo a far uscire Trilly dal letto lasciandola , ancora infreddolita con la piccola coda tra le gambe tremanti sul comodino. In attimo si ritrovò stretta nella morsa di un abbraccio vigoroso, i baci di Luca erano lunghi ed appassionati. Quando le mani le cinsero il bacino Lisa si era sentita morire . Spalancò gli occhi e la piccola Trilly l’osservava curiosa assecondando con la testolina il ritmo dapprima lento poi sempre più veloce della sua padroncina. Incrociarono per un attimo i loro sguardi, Lisa non riusciva a perdonarsi il fatto di averla lasciata fuori per colpa di Luca che non sopportava i cani!!! Sentiva il vigore di lui dentro di lei…quando all’improvviso di fermò!! Luca aprì gli occhi…..”..qualcosa che non và?”, Lisa con lo sguardo le indicò
Trilly immobile sulla comodino. “L’ho raccolta stamani sul balcone!! Mai più dovrà accadere una cosa simile!! Promesso??”. Luca restò perplesso, guardò il display della sveglia desolatamente spento e s’innervosì per non sapere che ora fosse, poi incrociò lo sguardo di Lisa con quell’interrogativo sulle labbra, infine interrogò il suo copro teso ed impaziente. “ Promesso!!”. Lisa riprese la sua sensuale danza ammiccando a Trilly che smise all’istante di tremare.
(Dedicato a chi ama a 360 gradi!!)
stazionetermini alle ore
07:49 | |
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mercoledì, 07 maggio 2008
“…quel primo vero bacio aveva un non so che di magico e meraviglioso””
Per tre lunghi anni avevano studiato insieme, Andrea era tra i più bravi della classe nelle materie scientifiche mentre lei eccelleva in quelle letterarie. Amavano trascorrere un paio di pomeriggi a settimana a confrontarsi, parlare e confidarsi.
Quello sarebbe stato l'ultimo anno delle medie. Fù mentre leggeva Dante che Angela s’accorse dello sguardo nuovo di Andrea.
Aggiustò la camicetta leggermente aperta e richiuse le gambe accavallate. Ma non fù più come prima!!. Tornando a casa sentì un qualcosa di strano all’altezza dello stomaco e lo scombussolamento si prolungò per tutta la nottata. All’indomani s’incontrarono in casa di Angela, i genitori erano entrambi al lavoro, alle 10,00 in punto Andrea era giunto con due fragranti cornetti . La matematica iniziò immediatamente a risultare pesante e il caldo non dava tregua, Andrea gettò il libro sul tavolino e Angela iniziò nuovamente a sentirsi strana. Fù così naturale baciarsi che entrambi non trovarono nessun imbarazzo, Angela si lasciò condurre dalle sue mani che delicatamente s’infilarono al di sotto della camicetta. Cercò di respingerlo ma era invasa completamente da un stato di eccitazione tale che senti il sangue ribollire e la pelle rabbrividire al semplice tocco.
Nei giorni a seguire i libri rimasero spesso chiusi. Sembrava non importasse più nulla di Dante e Petrarca, dell’equazioni asimmetriche , dell’ascesa di Napoleone Bonaparte e della capitolazione del Re d’Italia. Alla sera, nella sua cameretta, spendeva il tempo nel ricordo di quel primo vero bacio!!
(dedicato all'adolescenza....un periodo incredibilmente ricco e colorato)
stazionetermini alle ore
07:21 | |
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“…aveva un taglio di capelli strano e quel volto luminosissimo, indimenticabile…”
Scese dall’auto con gli occhi arrossati per la rabbia soffocata , il trucco completamente rovinato da quelle cattive carezze. Provò ad aggiustarsi i capelli unti e appiccicosi davanti allo specchio dell’ascensore ma fù tutto inutile.
I segni di quella serata erano evidenti. In casa gettò via la borsa , si strappò di dosso i vestiti e s’infilò sotto la doccia. Con forza strofinò il suo corpo fino ai confini del dolore, sciacquò energicamente la testa diverse volte e quando ebbe finito con l’acqua passò alle creme e poi, sedutasi innanzi allo specchio accarezzò quei lunghi capelli neri per l’ultima volta prima del colpo di forbici.
Ricadevano ai suoi piedi le lunghe ciocche nere, il viso segnato dal dolore offriva rivoli nuovi a vecchie lacrime e sembrava di colpo esser privo di qualsiasi espressione. Era furibonda con se stessa perché non era riuscita a replicare, aveva pensato soltanto ad accarezzarlo cercando le sue labbra per metter fine a quel fiume di parole. “Chissà, forse se faccio l’amore con lui…”, aveva pensato tra se iniziando a spogliarlo.
Ma nulla di nuovo accadde e le sue speranze s’infransero in quel gesto insulso, con cui aveva cercato di barattare l’amore con il sesso.
Impassibile davanti allo specchio mentre ai suoi piedi si formava una cascata di ciocche nere. Nuda, s’avviò verso la sala e tirò fuori la scatola delle foto, ad una ad una strappò quelle che riguardavano lui, poi restò colpita da una vecchia di almeno 30anni!! Non si capacitava come fosse capitata in quella scatola.
Ancora tremante la raccolse e al ricordo di quello scatto riversò tutte le lacrime che per tanti anni aveva trattenuto. Girò quella foto e su quelle parole sbiadite dal tempo recitò quella preghiera scritta in angolo della sua vecchia cameretta:
“..in questo giorno io conoscerò Te o Gesù e tu in me compirai i miracoli dell’amore. Scaccia il male, l’invidia, il dolore e sistemati in quell’angolo del mio cuore .
Siria 6 maggio 1981
(dedicato al ricordo del giorno della …Prima Comunione )
stazionetermini alle ore
12:58 | |
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L'arcobaleno
Ti aspetto ,
nel giardino dei miei pensieri
tra i respiri assonnati del mattino
oltre le lenti che si riparano dal sole
tra gli aliti caldi di un caffè nero bollente.
Ti aspetto ,
nella prossima storia
alla Stazionetermini.
Ora però dimmi,
che colore sei ?
( a tutte voi, splendide Muse)

stazionetermini alle ore
07:21 | |
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“….due enormi occhi si specchiavano in un mondo pieno d’amore…”
Parlarono per ore ed ore, mano nella mano, affondando i piedi nudi nella sabbia ancora tiepida di una giornata baciata dal sole. Un lungo ponte, quello del primo maggio, che aveva atteso da tanto tempo. Il piccolo calendario sul comodino del letto l’aveva aiutata a sognare i periodi in cui si sarebbe rimpossessata della sua vita, della quotidianità che tanto le mancava. Così, tra appuntamenti per visite mediche, farmaci da consumare c’erano dei segni in lapis in cui aveva scritto : s.l.m. . Sole, luna e mare. La cena era stata fantastica, l’intera famiglia si era stretta attorno a lei in quell’abbraccio d’amore sincero. Ora che tutti avevano fatto ritorno a casa e le sue cucciole erano nel loro lettuccio accuditi dalla nonna loro due, si erano ripresi quell’intimità violata dal tempo, segregata dal fato o dal destino a cui lei non si era mai arresa. Leggera , lasciava timide impronte sulla sabbia, simili a quelle che di una adolescente. Di tanto in tanto appesantiva il corpo pigiando con forza in terra e voltandosi nel guardare l’impronta ripeteva a se stessa : “ …vedrai quante profonde diverranno tra poco!”. Lui, silenzioso , sembrava leggere i suoi pensieri. La sollevò con una facilità disarmante adagiandola nel peschereccio arenato sulla riva. Iniziò a ricoprirla di baci, a cercarla ovunque con mani leggere e sapienti. I loro pensieri erano un solo pensiero, le loro emozioni un solo lungo gemito di piacere. L’odore delle reti ammucchiate le erano famigliari. Tante volte era uscita con il nonno durante la pesca. Spalancò gli occhi e le stelle in alto sembravano aver disegnato il suo appuntamento scritto con il lapis su quel calendario che si reggeva appena sul comodino: s.l.m. Pianse nella morsa del piacere che sopraggiunse violento ed improvviso. Pianse tutte quelle lacrime trattenute per mesi al di là delle palpebre , tracimando a volte in preghiere e silenzi.
“Ti amo”, sentì echeggiare in quella notte di vita, “Ti amo anch’io”, disse guardandolo negli occhi umidi di chi , come lei, aveva trattenuto le lacrime per quella notte. Restarono minuti interminabili in silenzio ad ascoltare il rumore dolce del mare. Saltarono giù dalla barca udendo le voci dei pescatori che s’impossessavano dell’alba vicina armeggianmdo attorno alle oro barche. Lei si voltò e lesse quel nome sulla sponda del peschereccio: Sungirl. L’appuntò nella memoria e da allora divenne il suo inseparabile nomignolo, la password per ogni segreto da custodire, il nickname dei suoi sogni.
(Dedicato a Sungirl e alla sua intramontabile voglia di vita…”
stazionetermini alle ore
07:06 | |
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“..girava e rigirava la sua foto tra le mani e non credeva ai suoi occhi…”
Da giorni Viola s’interrogava sulla pazza idea che aveva avuto di andare al concertone del 1 maggio a Roma!! Aveva letto un volantino appeso sulla sede del CAF di zona che offriva il “pacchetto”, bandiera compresa, ad un costo accessibile. Partenza ore 5,00 e arrivo previsto alla Stazione Termini per le 10.00!! Non conosceva nessuno ma questo non la spaventava, anzi! Trovò posto tra suonatori di chitarra e bonghi vari e zaini straripanti di foulrs rossi e bandiere piegate. Iniziarono a cantare immediatamente dopo la partenza alternando Guggini a Battiato, passando per Bennato e infine razziando tutte le canzoni possibili di Mannoia. Su ques’ultima si unì anche lei allegramente. Giusero a Roma in un batter d’occhio. Viola aveva legato con tutti loro divenendo quasi una mascotte . Scendendo si abbracciavano e ridevano allegramente. Le fece un certo effetto essere alla Stazione Termini pensando al suo amico blogger!! Molti presero il metrò per Piazza San Giovanni, altri preferirono raggiungerla a piedi. Viola si staccò da loro per godersi i colori della città eterna.
Scese per Via Cavour e raggiunti i Fori Imperiali aggirò il Milite Ignoto, raggiungendo la Bocca della Verità e finalmente, si concesse un break al Circo Massimo. La giornata di sole aveva invogliato a molti turisti di fare un picnic improvvisato e ad altri di prendere un po’ di sole. Un gruppetto di donne si erano improvvisate un bikini restando con reggiseno e mutandine . Raggiunse un posticino poco lontano dal gruppetto e decise di prendersi un po’ di sole anche lei, fingendo di essere a Rimini. Si spogliò con evidente vergogna , poi chiuse gli occhi e si lasciò rapire dalla brezza romana. Le sembrò di essersi assopita alcuni minuti quando riaprì gli occhi. Attorno a lei il deserto. Allungò ala mano e fece l’amara sorpresa di non ritrovare più i vestiti. Come cuscino aveva utilizzato lo zainetto che per fortuna era rimasto sotto di lei. Impaurita cercò di riordinare le idee. Vide passare un gruppo di manifestanti e fece cenno loro di avvicinarsi. Spiegò imbarazzatissima l’accaduto. Uno di loro tolse la bandiera dall’asta porgendogliela. Viola si lasciò avvolgere dai colori della pace. Un altro foulars rosso le cinse le spalle. “Qualcosa troverai per strada vedrai.”. Viola sorrise e si unì a loro. Imabarazzatissima raggiunse la Piazza.
Riconobbe i suoi compagni di viaggio che le fece circolo scherzando con lei. Un tripudio di applausi e flash le cascò addosso. Commenti più o meno decenti le giungevano da tutte le parti. Non sarebbe più andata via da quel luogo. Mai più. Si rivestì grazie a dei cambi di alcune compagne di viaggio e quella giornata, quel concerto, restò uno dei ricordi più belli!!
(dedicato alla simpaticona Viola di blueviola)
stazionetermini alle ore
10:33 | |
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“..occhi neri raccolti in un volto di ritrovata speranza…”
Siria era là, avvolta dallo splendore dell’azzurro del cielo, rapita dall’ironia infinita delle nuvole che scherzavano con lei, nascondendole i raggi del sole. Pensava alla sua terra lontana, alle amiche di tutti i giorni, al suono allegro della campanella della scuola. Udiva i rumori della città anche se lontani chilometri da quel luogo. Le auto con il motore acceso . Gli sguardi tutti uguali di quegli uomini di tutte le età divorati dalla brama di possederla. E le ultime parole di lui, fredde e disumane : “ Non ti amo più!”.
Quella mattina però era altrove, lontana, il corpo accarezzato dal prato verde e profumato, gli occhi finalmente svuotati da milioni di lacrime calde ora contemplavano il cielo.
Solo i pensieri a volte tornavano indietro oscurandole il volto mettendo fine a quel gioco infantile delle nuvole con il sole.
Siria era sola , straniera, senza lavoro e a breve senza più casa .Chiuse gli occhi e ispirò l’odore della terra. Riconobbe quello delle margherite, poi quello forte e acido dell’erba bagnata. Il palato le restituì i sapori dei frutti gustosi scippati dagli alberi . Tra i fili d’erba spalancò gli occhi e congiunte le mani pregò quel Dio affinché non l’abbandonasse: “…domani, domani mio Dio, domani dammi la forza di continuare a vivere !”. Il quel preciso istante il sole in alto fece capolino tra le nuvole, un raggio le illuminò il volto e si sentì trasportare in alto. Vide il corpo sdraiato sul prato mentre angeli alati la portavano sempre più sù. Poi udì una voce parlare nella sua lingua : “…io sono quì ....”. Siria aprì gli occhi e alzatasi iniziò a correre. Si fermò a ridosso di un albero per riprendere fiato. Al bordo della strada un’auto suonava insistentemente il clacson. Si voltò e riconobbe immediatamente quell’uomo. Si avvicinò con gli occhi pieni di lacrime e abbracciandolo riuscì a pronunciare una sola parola : “papà!papa!”. E le calde lacrime scesero copiose bagnando quella terra testimone di un piccolo miracolo quotidiano.
(dedicato a tutte le donne in difficoltà..e ai papà che soffrono)
stazionetermini alle ore
07:28 | |
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Accade, che la Parola della Domenica ti assalga,
ti sconvolga,
ti vibri dentro nell’ascoltarla o nel leggerla .
Ieri è accaduto mentre declamavo questo salmo dal pulpito:
“..venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio, e narrerò quanto per me ha fatto. Sia benedetto Dio, che non ha respinto la mia preghiera, non mi ha negato la sua misericordia” (Sal.65,1-7.16.20)
“……sul volto i chiari segni del primo sole estivo …..”
Quella domenica per lei sarebbe stata la prima volta al mare dopo l’operazione. Ci andò da sola. Congedò le sue amiche e amici alludendo ad un mal di denti insopportabile. Tutta la sera l’aveva passata a provare i vecchi costumi che solo ora, dopo mesi di malattia, le stavano larghi. Sorrise vedendosi snella ma quando lo sguardo cadeva sul seno ferito una smorfia le segnava il viso. Sapeva di avere dei vecchi costumi che non metteva più da anni. Ne trovò un paio di una misura più piccola. L’infilò in borsa senza provarli, stufa di guardarsi allo specchi e scoprire quella ferita. Aveva faticato molto ad accettarsi e ancora non riusciva a farsi vedere nuda da un uomo. Prima single per scelta ora però doveva uscire dalla prigionia di single per forza!! Prese il treno e il metrò, Ostia era splendida. Poche persone avevano scelto il mare e poche ancora conoscevano quella spiaggetta tra le dune. La frequentava da sempre, ci aveva addirittura lavorato un paio di estati. Il “piccolo battello”era in allestimento ma riconobbe Paolo o meglio “Il pirata”, intento a rimettere su il chiosco. Fu felice di rivederlo e saperlo li in giro. Prese una lettino dal ripostiglio e raggiunse la spiaggia. Per circa due ore rimase lì a fare la lucertola con la musica sparata negli orecchi. Poi il sole alto e caldo invitavano a bagnarsi. Si alzò, il sopra del costume era inguardabile. I seni scomposti lo rendevano lento e non ne voleva sapere di tenersi. S’incamminò nell’acqua versando lacrime calde che si confondevano con l’azzurro di quel primo e gelido mare estivo. Poi con un gesto improvviso restò in bichini avvolta nel suo stesso abbraccio. Con il volto rivolto verso il cielo ringraziò quel Dio che le aveva permesso di godere di quella giornata e di tante altre ancora. Si bagnò appena e voltandosi vide “il pirata” entrare nell’acqua e raggiungerla. Parlarono a lungo delle loro vite e lei, per la prima volta accennò alla cicatrice, lasciandosi guardare . Gli occhi di Paolo sorrisero e fu un sorriso dolce nel quale naufragò tutte le sue paure.
(Ho preso in prestito una donna per raccontarmi…perché una donna? Perché è l’angelo più bello del Signore!!)
stazionetermini alle ore
07:16 | |
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“…e negli occhi i riflessi delle gioia altrui…”
Arrivò di corsa, come suo solito, il treno era in ritardo sulla partenza ma Gaia salì ugualmente al volo come se stesse per partire!! “Che imbecille!! È ancora fermo!!”, esclamò rischiando l’inciampo con la 24 ore a tracolla che le scendeva sui fianchi. Prese posto nel riquadro ancora vuoto. Dall’altra parte un uomo ascoltava musica dalle cuffiette.
Pochi minuti, il tempo di sistemare borsa, foulars e ombrello ed ecco apparire il caos in persona. Due adolescenti prendono posto di fronte a lei tra un mix di risatine e sgranocchiamenti di cipster. “Beata gioventù!”, esclamò osservandole.
“..Signora le dispiace dare un’occhiata agli zaini..torniamo subito!!”, e via tra le solite risa spensierate. “Signora!”, esclamò tra sé. “Cazzarola…ho appena 27 anni!!”.
Di fianco quell’uomo sembrò quasi abbozzare un sorriso, forse aveva sentito. Mah!
Tornarono dopo pochi minuti armate questa volta di un libro. Leggevano le frasi più piccanti di quello che doveva essere un romanzo adolescenziale . Il loro mondo!. Guardandole ripensò a quel periodo , al primo appuntamento, al primo bacio vero!! Un brivido leggero le stampò un tenero sorriso sul volto. “Signora?…che le do fastidio se metto la roba sul sedile accanto al suo?”. Gaia annui con un sorriso ma promise a se stessa che al prossimo “Signora!”, le avrebbe mandate a quel paese. Quell’uomo di fianco sembrò aver letto le sue intenzioni!
Quando il treno partì il libro era diventato un vecchio passatempo ora i cellulari impazzavano per sms ricevuti e da inviare. Gaia ricordò il suo primo “pizzino”, come lo chiamavano dalle sue parti : “Ci vediamo alle tre al fontanile…va bene? Luca”. Primavera del 1995. I cellulari smisero di colpo di frignare , Gaia aprì gli occhi preoccupata e le vide attente a divorare il minuscolo giornale dei “ I Cesaroni”. Sorrise perché anche a lei quella serie piaceva tantissimo. “Signora!! Che ha una penna da prestarci?”. Gaia tirò fuori la penna impugnandola a mo di coltello pronta a mantenere la promessa quando udì la voce dell’uomo di fianco: “Signorina!! Signorina !! Le è caduto l’ombrello!”. Gaia si voltò incrociando i suoi occhi e dopo alcuni istanti lo ringraziò e non solo per l’ombrello.
(Dedicato alla sconosciuta compagna di viaggio di ieri sera)
stazionetermini alle ore
07:06 | |
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